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domenica 18 settembre 2016

Due giorni is meglio che one!

Buon giorno!
I giorni stanno passando più che in fretta e sono sempre più impegnata, tanto che non ho nemmeno trovato il tempo di scrivere sul blog negli ultimi due giorni.
Per questo motivo oggi vi farò un unico resoconto di venerdì e sabato.
Al solito, vi lascio il mio instagram: elyl90

Sabato, 17.09.2016, ore 2.00
Manca poco alla mia partenza e le mie ultime giornate qui in Italia si fanno più piene.
Ho scritto queste parole questa notte sul mio diario, a caldo, poiché non voglio dimenticare niente, ma non credo di resistere molto causa sonno.
Perciò scriverò solo poche parole e il resto domani.

Grazie.
Grazie per esser venuti questa sera, per essermi accanto, per sopportarmi e supportarmi.
Grazie per essermi vicini.
Ho visto nei vostri occhi la stessa emozione che si può leggere nei miei e ho faticato per non piangere.
Queste sono le parole che avrei dovuto dire.
Ma spero, dal mio discorso balbettato, che abbiate capito quanto vi voglio bene.

Venerdì, 16.09.2016
Il trucco finale
Oggi è una giornata impegnativa: stasera ci sarà la festa di saluti e io già sto tremando e sono emozionata, tanto che ho la sveglia alle nove e mezza e invece... invece mi sveglio alle otto.
Non sapendo che cosa fare, inizio a preparare le valigie: accappatoio sul fondo, poi maglioni, felpe e magliette. E via discorrendo, rendendomi conto che sono rimasta un po' a corto di jeans, quindi urge fare shopping.
Controllo costantemente l'orologio con la paura di fare tardi, ma, così facendo, riesco a essere perfettamente in orario per il mio appuntamento delle 10.30 in farmacia con la truccatrice che più una truccatrice mi pare la signorina Rottermeir: non tanto d'aspetto, sia ben inteso, ma quanto in modi di fare.
Arrivo e le sorrido impacciata e timidina come mio solito.
«Buon giorno. Sono qui per la prova di trucco.» Dico guardandomi attorno lievemente spaesata e intimorita dalla figura di questa Make Up artist.
«Va bene. Si sieda. Anzi... siediti. Ti posso dare del tu, vero?» Mi dice parecchio annoiata senza quasi guardarmi.
«Sì, assolutamente.» Mi siedo e tolgo gli occhiali.
«Okay. Quali sono le tue abitudini?» Domanda pulendo i pennelli guardandomi stile Umbridge all'Inquisizione.
«Ehm... non mi trucco a dire il vero. E non metto creme. So che dovrei, ma non lo faccio.» Rispondo abbassando lo sguardo colpevole, sapendo d'aver detto un'eresia in quel tempo del trucco.
«Malissimo.» Mi sgrida, per poi iniziare a darmi ordini. «Alza la faccia, non ci vedo. Gira il viso. Ti faccio un trucco leggere perché sennò non sei capace di replicarlo a casa. Mettiti così, non ci vedo!»
No, ma un "Grazie, per favore e per piacere"?
Dopo nemmeno un quarto d'ora e tre quintali di fard, fondotinta e cipria (mi ha praticamente messo solo quello) esco e compro l'unica cosa che mi è piaciuta di tutta la seduta di trucco: la matita viola.
Non molto soddisfatta e con due labbra che attirano lo sguardo a causa di un rossetto ciliegia che pare un pugno in un occhio, mi dirigo al centro commerciale, dove faccio un po' di shopping (due magliette, un jeans e una guida di Bordeaux) e infine la spesa per questa serata.
Torno a casa, sistemo la spesa e inizio a preparare i muffin ripieni alla Nutella: alcuni sono venuti belli, altri sono venuti proprio un orrore. Della serie "brutti ma buoni"!
Dopo i muffin, è toccato alla tartine: tonno e maionese, prosciutto e maionese, philadephia e salame.
Oh, ridendo e scherzando sono arrivate le sei e io non mi sono fermata ancora un minuto.
Finisco di pulire la cucina, poi inizio a sistemare la taverna e a disporre le cose. O meglio... guardo mia madre che lo fa, dato che è lei l'interior design. E, ve lo assicuro, il risultato è spettacolare!
Mi vado a cambiare e ora arriva la parte peggiore: l'attesa degli ospiti.
Io odio questa parte.
E' quel momento in cui hai fatto tutto e non puoi metterti a fare niente.
Insomma... è un bel dilemma!
Quindi che facevo, io?
Guardavo i miei genitori mangiare e continuavo ad alzarmi e andare alla finestra per vedere se arrivava qualcuno. Aprivo la porta, uscivo sul pianerottolo e spiavo il vialetto, poi rientravo e tornavo in cucina.
Non so quante volte l'ho ripetuto, ma lo ho fatto parecchie volte, lo ammetto, finché, quando ero fuori, i primi ospiti hanno iniziato ad arrivare e nel giro di pochi attimi... PUFF! Ecco che mi sono ritrovata circondata da tutti i miei più cari amici. 

La tavola imbandita

Non starò a raccontarvi per filo e per segno come è andata la festa, ma vi dirò soltanto che è stata meravigliosa. 
Ci siamo divertiti, abbiamo riso dall'inizio alla fine e io, personalmente, mi sono emozionata moltissimo.
Anche ora che sto scrivendo fatico a non piangere per le emozioni che mi hanno regalato i miei amici.
E' stata una serata meravigliosa ed io sono fortunata ad avere persone come loro nella mia vita.

Sabato, 17.09.2016
Altra giornata pienissima!
Sveglia presto anche oggi: alle 8.30 sono già in piedi e alle 9.30 sono fuori casa.
Faccio colazione con una mia amica e via, si va a consegnare qualche curriculum con la speranza che la chiamino.
Torno a casa e inizio a pulire la taverna, poi decido di fare una pazzia oggi: andare a giocare a softair con mio fratello.
Così finisco di fare le pulizie e quando si sveglia vado da lui con gli occhioni da cucciolina e gli faccio: "Eric... vero che posso venire con te a giocare?"
Così, due ore dopo mi sono ritrovata in un campo di softair, bardata come non so cosa.
Con il caldo che faceva avevo su una felpa con cappuccio, jeans pesanti e scarpe da trekking. Per non parlare della visiera protettiva e della maschera.
Mio fratello mi affida un fucile (un FAMAS -non chiedetemi altro perché NON LO SO) e si inizia a giocare. Tutto quello che so è che devo sparare ai rossi.
Così ci infiliamo nell'arena e inizio a seguire mio fratello e Gio e... beh, duro abbastanza, perché arrivo fin quasi alla fine! 
Al secondo turno sono sopravvissuta.
Al terzo turno sono sopravvissuta.
Al quarto turno sono morta. (Un pallino mi ha presa in fronte.)
Al quinto turno sono morta e mi sono arresa per il troppo caldo, così ho smesso di giocare.
Questa è stata la mia avventura nel mondo del softair!
Divertente ma sfiancante!
Però se volete fare qualcosa di diverso e divertente, ve lo consiglio caldamente.
Così come vi consiglio di andare a guardare il canale youtube di mio fratello, se amate il softair (https://www.youtube.com/channel/UCzWhy1Qheu_qM5yW75yCMRw).
Finito di giocare, siamo andati a casa di Gio. Ci siamo rilassati un pochettino e poi siamo andati al cinese dove ci siamo abbuffati come se non ci fosse un domani, tanto che abbiamo mandato in crisi le cameriere con le nostre ordinazioni.
Non sto scherzando, sono seria! 
Dopo la cena, ci si è salutati e mio fratello ed io siamo tornati a casa.
Inutile dire che sono crollata non appena ho toccato il cuscino, vero?

Questo lunghissimo resoconto finisce qui. 
Inizio ad essere nervosetta, ma è più che normale.
Sarei strana se non sentissi l'ansia.
Non vedo l'ora, seriamente.

mercoledì 14 settembre 2016

Io e te, tre metri sopra il Partenone

Per prima cosa unitevi a me per fare gli auguri ai miei genitori che il 14.09.1981 si sposavano: TANTI AUGURI!
Seconda cosa... ancora grazie! Lo so, sono monotona con tutti questi ringraziamenti, ma che posso farci? Mi dovete tenere così.
Al solito, il mio instagram è: elyl90.

Oggi sveglia presto!
Alle 6:30 ero già con gli occhi aperti. Controllo Facebook e... sorpresa! La mia prof di inglese del liceo ha accettato la mia richiesta di amicizia!
La cosa mi rende felice poiché la ricordo con molto affetto: adoravo lei e le sue lezioni, anche se spesso risultavo distratta e -lo ammetto- non facevo i compiti. Nonostante questo, l'inglese lo so abbastanza bene, tanto che guardo film e leggo libri in lingua, quando riesco a superare la mia pigrizia.
Del periodo liceale ricordo con affetto anche la mia prof di italiano del terzo anno (Salve prof! Lo so -spero- che sta leggendo!) che con le sue diciassette interrogazioni non mi mise il tanto agognato sette. Nonostante questo, l'adoro: è anche venuta alla presentazione del mio libro avvenuta il 18 giugno! E' semplicemente mitica.
Altro professore che ricordo perfettamente è quello di arte: essere celestiale! Essere divino! "Io e te, tre metri sopra il Partenone": queste erano le frasi folli che ci inventavamo le mie compagne ed io, tanto ci piaceva.
Okay, dopo questo tuffo nel passato, torniamo a noi.
Ditemi: non è meraviglioso?
Dopo questa bella sorpresa, come uno zombie degno dei peggiori Resident Evil mi sono alzata, mi sono preparata e poi via, alla volta di Milano!
Ho svolto alcune commissioni e ... beh, ho ceduto. Ho ceduto al fascino di un bellissimo Moleskine sul quale ho scritto la brutta di questo post.
Okay, lo ammetto, avevo tutte le intenzioni di comprarne uno.
Oddio, non proprio un Moleskine... ma appena ho visto questa meraviglia non ho saputo trattenermi!
Cantava il mio nome.
Ed io, al contrario di Ulisse, non ero legata a nessun palo.
Così ho ceduto e l'ho acquistato.
E poi è di Toy Story.
E io amo Toy Story.
Venero Toy Story.
Comunque, dopo il mio acquisto, ho fatto colazione al bar della metropolitana e poi via, di nuovo verso casa.

Mancano solamente otto giorni.
OTTO GIORNI!
Vi rendete conto che, tra otto giorni, a quest'ora il mio aereo sarà decollato?
Io ancora fatico a crederci, eppure è realtà.
Meravigliosa e semplice realtà.

lunedì 12 settembre 2016

Ah, le mamme!

Buona sera! 
Oggi arriva presto il resoconto della giornata perché, in effetti, non ho fatto molto e, sinceramente, ho voglia di scrivervi e di -ancora, sì- ringraziarvi INFINITAMENTE per tutte le visualizzazioni.
Vi lascio nuovamente il mio instagram (elyl90): magari vi va di farci un giro! 

Questa mattina mi son svegliata e non ho trovato nessun invasor. (Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao!).
(Perdonate i miei sfasi ma non sono del tutto normale.)
Nessun invasore, ma bensì mia madre seduta (appollaiata) sul mio letto che mi guardava con un fare un po' inquietante, lo ammetto. 
Subito mi sono messa sull'attenti che manco un soldato in Full Metal Jacket davanti al sergente Hartman. 
No, dai, sto esagerando un pochino.
In realtà la scena è stata più da risveglio zombie.
Mi ha detto: "Se vuoi ci sono fazzoletti e cose quadrate da stirare."
E io le ho risposto: "Okay."
E lei mi ha salutata e se n'è andata al lavoro.
La questione, per me, è finita lì, tant'è che me ne sono anche semi scordata.
Ho passato il mattino a cazzeggiare, ho fatto un giretto, sono tornata a casuccia bella, ho pranzato e di nuovo a cazzeggiare.
Volevo fare dei muffin, ma lo ammetto: oggi la pigrizia ha avuto la meglio!
All'alba delle due e mezza, poi, è giunto il postino con un pacco per mio fratello.
Entrambi sapevamo cos'era: l'ennesima action figure.
Lui apre il pacco ed ecco che appare questa meravigliosa statuetta di cui subito m'innamoro e, ne sono sicurissima, anche lei s'innamora di me: è amore a primo sguardo.
Faccio gli occhioni dolci a mio fratello e... e niente, ora l'action figure è qui con me, in camera mia.
Certo, ho dovuto risistemare la libreria e spostare (di nuovo) i DVD, ma almeno ora siamo insieme! 
Detto ciò... passa il pomeriggio.
Torna a casa mia madre.
IL GELO.
"Vedo che non hai stirato."
Ed ecco che mi cola la goccia di sudore lungo la schiena.
"Ma... hai detto che dovevo farlo solo se ne avevo voglia."
"Ti avevo messo alla prova. Prova non superata. Domani stirerai."
E così dicendo è sparita dalla mia vista, arretrando come la Madre Superiora in The Blues Brothers, quella che Jake ed Elwood vanno a visitare proprio all'inizio del film.

Beh, che dire?
Ah, le mamme!
Se non esistessero, bisognerebbe inventarle! 

P.S.: Ovviamente il tutto è in modo ironico! Mia mamma è la persona più dolce e gentile a questo mondo! Tranne quando s'arrabbia.... Ma in questo caso non era arrabbiata!